Perche' Roma ha tante fontane
Le grandi fontane monumentali del centro sono quasi tutte mostre d'acqua: il punto terminale di un acquedotto, costruito perche' l'arrivo dell'acqua in citta' fosse visibile e celebrato. Chi finanziava l'acquedotto voleva che si vedesse, e la fontana era il modo di farlo vedere.
Questo spiega perche' siano cosi' grandi e cosi' scenografiche: non dovevano solo dare acqua, dovevano dichiarare che l'acqua era arrivata. E spiega anche perche' siano concentrate nel centro storico, dove gli acquedotti restaurati fra Cinquecento e Settecento andavano a finire.
La Fontana di Trevi
E' la piu' celebre e la piu' grande: occupa un'intera facciata di Palazzo Poli, su progetto di Nicola Salvi, con l'Oceano scolpito da Pietro Bracci. Il fatto che sia incastrata in vicoli stretti non e' un limite, e' l'effetto: si arriva e la si trova addosso tutta insieme.
E' anche il punto piu' affollato del centro in qualunque stagione. Le uniche ore in cui si vede davvero sono la prima mattina e la notte. Entrare nella vasca e' vietato e la sorveglianza e' costante.
I Quattro Fiumi e il Tritone
In Piazza Navona la Fontana dei Quattro Fiumi di Bernini regge un obelisco su una massa di roccia traforata, con quattro figure che rappresentano i fiumi dei continenti allora conosciuti. E' la fontana in cui la scultura barocca prova a far sembrare leggero il peso.
In Piazza Barberini la Fontana del Tritone, sempre di Bernini, e' l'esatto contrario: nessuna scenografia architettonica, una sola figura al centro di una piazza trafficata. E' piccola, e proprio per questo la maggior parte delle persone ci passa accanto senza vederla.
La Barcaccia e le fontanelle
Ai piedi della scalinata di Trinita' dei Monti, in Piazza di Spagna, sta la Barcaccia: una barca che affonda, con l'acqua che esce dai bordi. La forma insolita nasce da un problema tecnico, la pressione bassa dell'acquedotto in quel punto, risolto rinunciando ai getti alti.
Accanto alle fontane monumentali ci sono poi le fontanelle, i piccoli erogatori in ghisa sparsi in tutta la citta'. L'acqua e' potabile e corrente: sono la ragione per cui a Roma d'estate basta portarsi una borraccia vuota.
Un itinerario a piedi
Le quattro grandi fontane del centro si mettono in fila in una passeggiata: Piazza Navona, il Pantheon, Trevi, Piazza di Spagna, con Piazza Barberini poco sopra. Sono poche centinaia di metri l'una dall'altra e non serve nessun mezzo.
Da Zaira B&B si arriva in zona con la linea A: si scende a Barberini o a Spagna e si comincia da li'. Il senso di marcia migliore e' dall'alto verso il basso, cosi' la salita la si fa in metropolitana e non a piedi.
Le fontane minori che nessuno guarda
Accanto alle quattro grandi ce ne sono decine di minori, spesso addossate a un muro in fondo a un vicolo. Molte sono seicentesche, alcune riutilizzano vasche antiche, e quasi tutte hanno un nome legato a un mestiere o a un dettaglio della zona.
Sono il tipo di cosa che si incontra camminando senza meta e che non compare in nessun itinerario. Vale la pena fermarsi: sono spesso piu' interessanti, architettonicamente, di quello che si era andati a cercare.
Un dettaglio pratico: le fontanelle
Le fontanelle in ghisa, chiamate a Roma nasoni per la forma del getto, hanno un piccolo foro sulla parte superiore del tubo: chiudendo con un dito l'uscita bassa, l'acqua schizza verso l'alto e si puo' bere senza chinarsi.
E' un dettaglio che risolve la giornata in estate e che quasi nessun visitatore conosce al primo giorno. L'acqua e' potabile, corrente e fredda: e' la stessa che arriva dagli acquedotti storici della citta'.
Le mostre d'acqua fuori dal centro
Non tutte le grandi mostre d'acqua sono nel centro barocco. Alcune stanno in punti molto meno battuti della citta', dove gli acquedotti arrivavano da direzioni diverse, e sono monumentali quanto quelle famose ma quasi sempre deserte.
Chi ha gia' fatto il giro classico e vuole vedere qualcosa che non e' su nessun itinerario puo' cercarle: sono opere dello stesso periodo, degli stessi architetti e con le stesse dimensioni, semplicemente costruite dove oggi non passa nessuno.
E' anche il modo piu' rapido per capire quanto la geografia turistica di Roma coincida poco con la sua geografia monumentale.
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