I rioni di Roma, cosa sono e come si riconoscono — Roma
Roma — blog di Zaira B&B

Che cos'e' un rione

I rioni sono le suddivisioni storiche del centro di Roma. La loro origine risale alle regioni dell'eta' antica e si consolida nel Medioevo: erano unita' amministrative reali, con una propria identita', un proprio stemma e una propria insegna.

Sono cosa diversa dai quartieri, che nascono molto dopo, con l'espansione della citta' oltre le mura. Il quartiere San Giovanni, dove si trova Zaira B&B, e' appunto un quartiere e non un rione: sta fuori dal perimetro storico.

Le targhe agli angoli

Camminando nel centro si notano, agli angoli degli edifici, targhe di marmo con un nome, un numero romano e uno stemma. Sono le targhe rionali: indicano in quale rione ci si trova e sono ancora oggi il modo piu' semplice per accorgersi di aver attraversato un confine.

Ogni rione ha il proprio simbolo, e sono simboli molto concreti: un'aquila, una colonna, una testa di leone, una rota. Una volta che si comincia a cercarli, si vedono ovunque.

Alcuni fra i piu' riconoscibili

Ponte prende il nome da Ponte Sant'Angelo; Parione comprende Piazza Navona; Pigna prende il nome dalla grande pigna bronzea antica ed e' il rione del Pantheon; Trevi e' quello della fontana; Campo Marzio occupa l'area che in eta' antica era il campo militare fuori citta'.

I nomi non sono decorativi: quasi tutti derivano da un elemento fisico che era li' e che spesso c'e' ancora. E' un modo per leggere la citta' come un archivio di cose presenti, non come un elenco di date.

Perche' e' utile saperlo

Orientarsi nel centro di Roma senza riferimenti e' faticoso: le strade sono irregolari e le piazze si aprono all'improvviso. I rioni danno una griglia mentale che i nomi delle vie da soli non offrono.

E' anche un modo per capire perche' zone contigue abbiano caratteri cosi' diversi: cambiano il tessuto edilizio, la dimensione degli isolati, il tipo di attivita'. Quei confini non sono astratti, si vedono.

Una passeggiata per targhe

Il modo piu' semplice per accorgersene e' fare una passeggiata senza meta nel centro storico guardando gli angoli invece delle vetrine. In un paio d'ore si attraversano diversi rioni e si comincia a riconoscere gli stemmi.

E' anche il tipo di camminata che si fa bene nel tardo pomeriggio, quando il centro barocco si svuota della folla del giorno e la luce bassa rende leggibili le incisioni sul marmo.

Quanti sono

I rioni storici sono ventidue, un numero che si e' consolidato tra l'inizio dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, quando furono aggiunti gli ultimi. Prima erano meno: la loro storia e' un continuo aggiustamento amministrativo.

Coprono il centro entro e attorno alle mura. Tutto quello che sta fuori appartiene invece ai quartieri e alle zone, categorie nate con l'espansione novecentesca della citta'.

San Giovanni, quartiere e non rione

Il quartiere San Giovanni si sviluppa fuori dal perimetro dei rioni, oltre le mura Aureliane, ed e' un tessuto residenziale del Novecento: isolati regolari, strade larghe, servizi di vicinato.

E' una differenza che si vede subito camminandoci: qui non ci sono i vicoli del centro, ci sono negozi sotto casa e gente che ci abita tutto l'anno. E' anche il motivo per cui dormire qui e visitare il centro sono due esperienze diverse della stessa citta'.

Le targhe stradali di Roma

Oltre alle targhe rionali, Roma ha un sistema di targhe stradali in marmo con le lettere incise e dipinte, spesso molto antiche, poste in alto agli angoli degli edifici. Sono diverse dalle targhe metalliche moderne e convivono con esse.

Su molte si legge anche il nome del rione in caratteri piu' piccoli, ed e' un altro modo per capire dove ci si trova. In alcuni casi la targa e' piu' antica del nome attuale della via e riporta una denominazione superata.

E' il genere di dettaglio che rende diversa una passeggiata senza meta da una passeggiata distratta: una volta che si sa cosa cercare, il centro di Roma si legge guardando in alto invece che in basso.

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