La forma non e' un caso
Piazza Navona ha una forma strana e allungata, con i lati lunghi paralleli e un lato corto arrotondato. Non e' una scelta estetica: la piazza occupa esattamente l'invaso dello stadio di Domiziano, costruito nel I secolo per le gare atletiche.
Lo stadio smise di funzionare, la citta' medievale ci costrui' sopra le case appoggiandole alle gradinate, e quando nel Seicento si decise di fare della piazza un salotto monumentale la pianta era ormai fissata da millecinquecento anni. Camminarci dentro vuol dire camminare dove correvano gli atleti.
Le tre fontane
Le fontane sono tre, allineate sull'asse lungo. Al centro c'e' la Fontana dei Quattro Fiumi di Gian Lorenzo Bernini, con le quattro figure fluviali che rappresentano i fiumi dei continenti allora conosciuti e l'obelisco che sale dal mezzo come se poggiasse sul vuoto.
Alle due estremita' stanno la Fontana del Moro e la Fontana del Nettuno, piu' antiche di impianto e completate in tempi diversi. E' la fontana centrale a dettare il ritmo della piazza: e' li' che si ferma la gente, ed e' li' che conviene mettersi per capire come e' composta tutta la scena.
Sant'Agnese in Agone, la risposta di Borromini
Sul lato lungo si apre la facciata concava di Sant'Agnese in Agone, opera di Francesco Borromini. La concavita' non e' un vezzo: serve a far respirare la cupola, che altrimenti sarebbe schiacciata dalla vicinanza degli edifici.
Bernini e Borromini lavorarono negli stessi anni, per gli stessi committenti, e non si amavano. La leggenda popolare vuole che una delle figure della fontana si copra gli occhi per non guardare la chiesa del rivale: e' una storia falsa, perche' la fontana e' precedente alla facciata, ma resiste da secoli proprio perche' racconta bene il clima di quel cantiere.
Come arrivarci da Zaira B&B
Dal quartiere San Giovanni la piazza si raggiunge con la linea A della metro fino a Barberini o Spagna e poi a piedi, oppure con i mezzi di superficie che passano per il centro. Non c'e' una fermata di metropolitana a ridosso: il centro barocco e' una delle zone di Roma in cui si arriva sempre camminando un po'.
E' un buon punto da cui far partire una giornata: da qui il Pantheon, Campo de' Fiori e il Tevere sono tutti a pochi minuti a piedi, senza mai riprendere un mezzo.
Quando andarci
La piazza e' aperta e sempre accessibile, quindi la scelta e' solo sull'ora. La prima mattina e' l'unico momento in cui si vede davvero l'architettura: piu' tardi la scena e' occupata dai tavolini, dai ritrattisti e dalla folla.
La sera ha un altro carattere ed e' altrettanto bella, con le fontane illuminate e l'obelisco che sparisce nel buio. Chi vuole entrare in Sant'Agnese deve verificare gli orari di apertura sui canali ufficiali, perche' cambiano con le stagioni e con le celebrazioni.
I palazzi intorno
La piazza non e' fatta solo dalle fontane. Il lato su cui si apre Sant'Agnese e' chiuso da Palazzo Pamphilj, la residenza della famiglia che nel Seicento promosse l'intera trasformazione: e' un edificio lungo, con una galleria affrescata all'interno, e oggi ospita una sede diplomatica.
Gli altri lati sono un tessuto continuo di case piu' modeste, costruite sopra le gradinate dello stadio antico. Guardando le facciate si nota che i piani terra hanno andamenti irregolari: seguono la curva delle strutture romane sotto di loro.
Che cosa c'e' intorno, a pochi passi
Uscendo dalla piazza dal lato corto arrotondato si arriva in pochi minuti al Pantheon; dal lato opposto si scende verso Campo de' Fiori e, poco oltre, verso il Tevere e Ponte Sisto. E' un quadrante che si copre interamente a piedi.
E' anche una delle zone in cui non conviene programmare troppo: le vie sono strette e sinuose, e la maggior parte delle cose interessanti si incontra girando l'angolo senza saperlo. Un pomeriggio senza itinerario, qui, rende piu' di uno pianificato.
Perche' vale la pena tornarci due volte
Piazza Navona e' uno dei pochi luoghi di Roma che cambia completamente fra il giorno e la notte, e non per via dell'illuminazione soltanto. Di giorno e' una piazza occupata: tavolini, bancarelle di ritratti, gruppi fermi davanti alla fontana centrale. La forma dello spazio si intuisce ma non si vede.
Di notte, quando i tavolini rientrano, l'invaso torna a leggersi per intero e si capisce finalmente perche' e' cosi' lungo e cosi' stretto. E' la stessa piazza, ma la seconda volta si guarda l'architettura invece della gente.
Per chi alloggia a San Giovanni tornarci due volte non e' un problema: si scende con la linea A, e il tragitto e' lo stesso di mattina e di sera.
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